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giovedì 26 marzo 2009

La madre dei cretini è sempre incinta.

Sono arrivata alla triste conclusione che metà della gente che segue il mio corso di storia è pazza. O stupida. O entrambe.
Scene tipo.

Io mi scrocchio le dita, le tre secchione davanti a me iniziano a guardarsi intorno terrorizzate e indignate. Passo all'altra mano e incominciano a chiedersi ad alta voce: "Ma chi è che scrocchia le dita?!?". Neanche le avessi schiaffeggiate.

Le stesse secchione, arrivano qualche minuto dopo il loro solito orario (orrore!) e trovano occupati i loro soliti posti. Il che non dovrebbe essere un problema, in un'aula da 300 persone, ma loro si fermano, confabulano, si guardano intorno come cerbiatti spauriti, e poi decidono di sedersi due metri più in là.

Il prof. chiede:"C'è qualcosa che fate fatica a capire?" e il coro si alza:"Le date! Ce ne sono troppe (cosa incredibile in un corso di storia)!". Il prof li rassicura:"Io ve le dico per farvi capire l'ordine cronologico, ma non ve le chiedo all'esame. Basta che sappiate quelle più importanti.". E nel dubbio fa pure degli esempi. Ma loro niente:"Sono troppe! Non ce le dica proprio!".

C'è anche gente che non sa cosa sia un poncho.

Ma forse è colpa del professore. Alla domanda:"Non potrebbe mettere le slide sul sito?" la riposta è stata:"Non potete attaccarvi?". Ovviamente intendeva con la chiavetta, però...

lunedì 2 marzo 2009

Labirinth.

Che il senso dell'orientamento non sia una delle mie doti migliori è cosa risaputa, ormai. Eppure io tutte le volte che devo andare qualche parte mi munisco di indicazioni precise, convinta che migliorerò. E così è stato stamattina: metro B fino alla stazione di Ponte Mammolo, poi bus 508 per cinque fermate. Evidentemente una piccola parte di me deve saperlo che sono destinata ad essere Pollicina per tutta la vita, infatti sono uscita due ore prima dell'appuntamento, e sono arrivata comunque in ritardo di 20 minuti. Fino all'autobus tutto bene: salgo, conto 5 fermate e scendo. Vedo una farmacia ed entro per comprare Vivin C e spray per la gola (una roba potentissima, ma ne riparleremo), chiedo informazioni e mi dicono che devo tornare di là dal ponte. Peccato che il ponte fosse parte integrante di uno stradone immenso, e pertando privo di marciapiedi. Tento di passare da sotto, ma l'unica via per arrivare oltre sembra attraversare una stazione fantasma: stazione Togliatti, tre binari, zero personale, zero passeggeri. La attraverso e sbuco su una strada interrotta per lavori e che conduce dritto dritto a un campo nomadi, con tanto di New Jersey di cemento armato che sbarravano la strada. Al che decido di tornare sui miei passi, e dall'alto della mia abilità nell'ostentare sicurezza una signora in macchina mi chiede pure indicazioni ("Scusi ma la Palmiro Togliatti prosegue per di qua?"). Prendo l'autobus nella direzione opposta e scendo ad una fermata a sentimento, che per fortuna è quella giusta; trovo la strada ma non riesco a trovare il civico, il 73, perchè la numerazione è pari su tutti e due i lati della strada (giuro), poi scopro che i dispari sono stati tutti relegati in una specie di cortile a parte, e sono finalmente giunta a destinazione. Una bella passeggiata per Roma, diranno i più ottimisti. Volete sapere cosa ho visto? Il suddetto campo nomadi, degli scavi fangosi, il centro carni e una bella discarica di rifiuti metallici. E non ho nemmeno incontrato David Bowie. Forse è il karma, che mi punisce per prendere la metro esattamente di fronte al Colosseo.

martedì 13 gennaio 2009

Il sangue freddo non è il mio forte.


Almeno non agli esami orali. Prima divento paranoica: ieri mi sono suduta sul quaderno di un'altra ragazza (che stava sul suo banco eh), per farne passare un'altra tra le file di banchi, poi, quando mi hanno chiamata non ho sentito, le ragazze dietro di me mi hanno detto che mi stavano chiamando e mentre mi affrettavo fuori dalle fottutussimestrettissime file di banchi ho calpestato i piedi della poveretta che si era già alzata almeno 8 volte per le mie pause-pipì.
"Tranquilla, ho le punte di ferro." (sarà stata una minaccia?)
Dopo non riesco a trattenere le esultanze: ieri sono tornata al mio posto saltellando, un'altra volta ho fatto un mini-ballo della vittoria e sono pure stata fulminata dal professore.

martedì 30 settembre 2008

Tenere una conversazione sui gruppi emo fuori da un locale può risultare deletereo in molti modi.

Evidentemente ho la faccia da bimbaminkia perchè la gente (postini, baristi, cassieri e ora uscieri) continua a chiedermi i documenti per verificare la mia maggior età. Solo che quando me lo chiede un imbecille con la faccia da 12enne, fuori dalla peggior bettola di Bologna, con l'arroganza di chi ti decide se farti entrare alla festa del secolo, poi mi girano le palle. Che poi per umiliarlo è bastato fargli vedere la patente...ma non l'avevano chiuso quel postaccio?

martedì 16 settembre 2008

La fine arte della seduzione vol.5

Ho notato che tra i commercianti di ogni nazionalità è gettonatissima una tecnica tanto innocua quanto fastidiosa per approcciare le ignare clienti. Tale tecnica consiste nel chiedere un prezzo assurdamente alto per l'acquisto, cosa che nella loro concezione di simpatia dovrebbe essere divertente. Esempi? Lefkada, dopo un'attesa lunghissima e piena di commentini da piacione, mi si chiedono 10euro per due pite vuote e al mio commento "devono essere buone", l'untissimo rivenditore mi risponde ammiccante "lo sono". Oppure, pakistano che mi chiede 50euro per una bottiglietta d'acqua, e, al mio porgergli 50cent senza fare una piega, dice (sempre ammiccante) "allora il resto me lo porti dopo".

venerdì 5 settembre 2008

Degustibus in autobus vanno.

In mancanza di avvenimenti interessanti, ultimamente mi sono abbandonata ad alcune futili riflessioni. Infatti sono ora certa di essere la tipica persona di fronte alla fatidica domanda "che genere di musica ascolti?" va in palla. Perchè la risposta passpartout "un po' di tutto" ti qualifica automaticamente come una deficente. E questo succede anche con la risposta che più si avvicina alla verità, ovvero "vecchie glorie e cazzate". Il fatto è che nemmeno io riesco a dare spiegazioni credibili dei miei gusti musicali. Un esempio? Hero di Enrique Iglesias: probabilmente la canzone più patetica e melensa della storia della musica. Ma non è la canzone a piacermi in sè. E' il video. L'eroe romantico che per la sua amata sfida nientemeno che Mickey Rourke.

Tutto ciò non è razionale.


Cherry-Tree Chronicles